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Herpes virus e malattia di Alzheimer

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Herpes virus e malattia di Alzheimer

Herpes virus e malattia di Alzheimer

Herpes virus: sicuri di sapere tutto?

Herpes virus

La famiglia degli Herpes viridae è causa di molteplici manifestazioni cliniche molto diffuse nella popolazione generale. E’ ben noto come l’azione di alcuni virus di tale famiglia, gli Herpes Simplex Virus 1 e 2, sia diretta generalmente verso le cellule epiteliali, determinando la loro morte con formazione di vescicole infiammatorie e pruriginose ripiene di siero che esitano nelle tipiche croste.Molto conosciuto è anche l’esantema della varicella, causato da un altro membro degli herpes viridae: il virus varicella-zoster (VZV).

Ciò che spesso si ignora di questa famiglia è una curiosa particolarità dei virus che le appartengono: quella di non abbandonare più l’ospite dopo la prima infezione e di annidarsi in un tipo di cellula dell’organismo, causando una cosiddetta infezione latente. Gli herpes virus sopra menzionati, dopo l’infezione vengono trasportati lungo i nervi sensoriali fino ai gangli nervosi, dove restano quindi “in letargo”, pronti a riattivarsi in particolari condizioni dell’ospite. Tutte le condizioni che portano il sistema immunitario a deprimersi (stress, traumi o malattie), oppure l’esposizione al freddo, al caldo o alla luce solare possono indurre un “risveglio” del virus che torna così a manifestarsi in fase attiva, come nel caso del volgarmente detto Fuoco di Sant’Antonio. Un meccanismo di latenza simile, ma messo in atto all’interno di altre tipologie di cellule, è comune agli Herpes virus 6 e 7 (responsabili dell’esantema dell’infanzia noto come VI malattia o Roseola Infantum) e al virus di Epstein Barr (responsabile della mononucleosi infettiva).

Ma c’è di più. Nel 2018 si sono consolidati gli studi scientifici volti ad evidenziare la correlazione tra infezioni gravi da herpes virus e sviluppo della malattia di Alzheimer e altre condizioni di declino cognitivo. Nel 2009 era già stato osservato come le placche amiloidi presenti nel cervello dei pazienti deceduti per malattia di Alzheimer contenessero DNA di Herpes virus.  Sulla base di ciò uno studio di coorte condotto a Taiwan ha evidenziato come il trattamento con farmaci antierpetici fosse associato ad una diminuzione del rischio di sviluppare demenza rispetto alla popolazione non trattata. Da successivi studi condotti nel Regno Unito si evince inoltre che l’Herpes Simplex potrebbe essere una vera causa scatenante dell’Alzheimer, anche se il definitivo nesso causale deve essere ancora dimostrato definitivamente.

Oltre oceano, i ricercatori della Icahn School of Medicine e dell’Arizona State University si sono pronunciati sull’argomento esaminando i livelli di molecole di Herpes virus presenti nell’encefalo dei pazienti deceduti a causa della malattia di Alzheimer. Tali livelli sono risultati essere più elevati rispetto alla popolazione che in vita non aveva sviluppato questa forma di demenza.

Ulteriori approfondimenti in materia sono necessari e l’ambiente scientifico sta mettendo in atto nuovi studi per dimostrare in maniera univoca il nesso causale tra Herpes e demenza. Ma il procedimento non è semplice ed immediato, poichè prevede la somministrazione di terapie antierpetiche ad una popolazione da studiare e monitorare negli anni. Ma la ricerca vuole investire in questo approfondimento, perché le ipotesi sembrano avere una solida base scientifica che, una volta dimostrata, potrebbe dare il via ad una prevenzione su scala mondiale del decadimento cognitivo attraverso l’uso di farmaci o vaccini antivirali specifici.

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